"Tutto il mondo è un palcoscenico e tutti gli uomini e le donne non sono che attori. Essi hanno le loro entrate e le loro uscite. Una stessa persona, nella vita, rappresenta parecchie parti."
(W. Shakespeare).

Il gioco è un'attività di sviluppo attraverso la quale gli esseri umani esplorano e riconoscono le loro identità in relazione agli altri con l'uso di una molteplicità di strumenti: i propri corpi, oggetti proiettivi e una varietà di ruoli giocati. Il gioco sostiene il pensiero simbolico e l'azione e stimola la nascita dell'espressione metaforica. Nel gioco impariamo a creare e a limitare, prendiamo contatto con la libertà e con i suoi confini. Il corpo umano è lo strumento principale della conoscenza e l'esperienza nel gioco si sviluppa in stretta relazione allo spazio circostante. Il gioco drammatico è un'attività innata di autoregolazione, che ci mette in condizione di mantenere un equilibrio fra il nostro mondo interno e l'esterno, e fra i nostri vari sé che interagiscono fra di loro e con quelli intorno a noi. Il gioco però esiste sempre in uno spazio simbolico, uno spazio separato e significativo, almeno per la durata del gioco stesso. Il gioco è la radice dell'espressione artistica, in particolare del teatro. Il gioco non appartiene solo al mondo del bambino. La distanza teatrale consente un importante movimento terapeutico, in termini di esplorazione sia intrapsichica che interpsichica; fornisce inoltre una struttura per i partecipanti che paradossalmente li conduce più vicino a sé stessi. Un personaggio è più di un ruolo, è una totalità, una interezza che contiene molti ruoli; il potere del simbolo e della metafora consente un'esperienza e un cambiamento interiore senza che ciò comporti la distruzione dei sistemi difensivi. Obiettivi relativi al processo individuale, che si muovono a più livelli:

A) Emozionale: espressione e contenimento delle emozioni.
B) Ruolo: espansione del repertorio dei propri ruoli.
C) Cognitivo: sviluppo del sé osservatore.
D) Corporeo: modificazione dell'immagine di Sè.
E) Relazionale: interazione sociale e abilità interpersonali.

Teatro come "pratica di vita" (cura di sé)

Il risultato di una pratica è la realizzazione di un cambiamento sia in termini di trasformazione di abilità corporee, vocali, immaginative, attentive, sia in termini di processo creativo e trsformativo della personalità.
In generale quindi, nei setting di laboratorio e dinamiche di gruppo si persegue una ricerca e/o una formatività indirizzate ad un "cambiamento".
In conclusione il percorso formativo - espressivo - teatrale, può essere assunto come percorso riferentesi a tre differenti livelli, che articolano tre tipi di finalità e ambiti.

Livelli:
1° Livello-performativo:
Nell'apprendimento di tecniche performative, lavoro sul corpo, sulle competenze mentali (concentrazione, immaginazione, memoria) e linguistiche (comprensione ed espressione, migliorare le competenze, formazione professionale, aggiornamento)

2° Livello-psicologico:
Nell'integrazione dell'Io e delle diverse dimensioni della personalità (cognitiva, emozionale, comportamentale; nel vissuto soggettivo e nelle modalità comunicative; nella possibilità di accedere all'inconscio; promuovere la salute e l'integrazione, sia come contesto psicoterapeutico e/o riabilitativo, sia come contesto di integrazione sociale.

3° Livello-spirituale:
Nell'ascolto di sé stessi, nelle motivazioni esistenziali, nell'atteggiamento relazionale io-altri, io-mondo, autosviluppo e autorealizzazione come disciplina di autoconoscenza e trasformazione, e tecnologia del sè.

Secondo me è importante sottolineare l'importanza dell'intelligenza emotiva e interpersonale, quindi, la capacità di comprendere gli altri, le loro motivazioni e il loro modo di lavorare, scoprendo nel contempo in che modo sia possibile interagire con essi in maniera cooperativa: è l'abilità di formarsi un modello accurato e veritiero di sé stessi e di usarlo per operare efficacemente nella vita.
La dimensione del teatro che in sè è anche una struttura di civiltà, è una delle prime dell'uomo perchè legata al gioco; si gioca per scaricare energie nervose, per esprimere gioia ma anche perchè è nella natura umana giocare. (Manifestare un identità significa anche stabilire la possibilità di una differenza. Cultura vuol dire stabilire legami, la cultura appartiene all'uomo che cerca di significare, di qualifcare le relazioni che si trova a stabilire.).